introduzione
Inizio a postare una serie di articoli dal carattere univocamente storico/teorico; qualcuno potrarli trovarli pallosi come la morte, ma postarli non mi costa nulla, e, se anche solo uno troverà di qualche interesse i miei deliri, beh ne sarò contento; altrimenti, me ne farò comunque una ragione
Alla base di questi articoli c’è una mia ben precisa domanda: è teoricamente giustificato/giustificabile la pretesa di apprendere/insegnare l’arte della seduzione? Oppure siti come questo (e altri, nel web spopolano) hanno come merito principale, se non unico, quello di spronare ed incentivare all’azione?
C’è una altra cosa che mi vado chiedendo ultimamente: forum di questo tipo, testi di seduzione, metodi e quant’altro, come sono percepiti all’esterno, dalla persone come a dire, normali? Come è vista l’idea che si possa migliorare, che si possa cambiare certi propri modi di fare, di comportarsi?
Ritengo che siano visti male, come puro fumo negli occhi.
Lasciando da parte le beghe personali, c’è, dietro le critiche, una posizione ben precisa, che, a mio avviso, risulta condivisa dal 95% del mondo esterno ai forum di seduzione; l’idea, cioè, che la seduzione sia un qualcosa di non insegnabile (il pensare che lo sia è, sempre a mio avviso, idea del tutto eversiva nel mondo d’oggi, se non rivoluzionaria; si andrebbe ad incrinare il postulato che, la capacità di acchiappare e sedurre femmine sia dovuta, da un lato ad elementi materiali quali denaro, potere, bellezza ed attraenza fisica, dall’altro, a qualità quasi mistiche, non correttamente inquadrabili ed afferrabili, spesso definite come “quel non so che di…”).
In realtà penso, e ne parlerò piu’ avanti, lo stesso parlare di metodi di seduzione, è, per come lo interpreto, un tentativo di matrice scientifico-illuminista, in quanto si propone di considerare la materia trattata, che di fatto è l’amore, alla stregua di qualsiasi altro fenomeno naturale; il pensarlo non piu’ come sacro, come dovuto a fattori non spiegabili, ma come analizzabile, spiegabile, e, soprattutto, replicabile da chi abbia inteso le dinamiche in modo corretto. Non piu’ l’amore come evento salvifico, e di connessione col trascendente, ma l’amore come fatto materiale, totalmente immanente.
Capirete che, messa così, la questione è davvero scottante; ed è scottante perchè pretende di infrangere uno degli ultimi miti sopravvissuti.
Mi sono spulciato un po’ di post; mi sono riletto le polemiche successive ad un’intervista fatta su un blog ad uno dei piu’ noti personaggi italiani in ambito di seduzione; e, dietro tutto questo, c’è, appunto, l’idea da me su prima enunciata.
Al solito mi chiedo: perchè? Cosa nasconde questa convinzione? Perchè il semplice parlare di queste tematiche spesso genera fastidio, perplessità, talvolta avversione (specie nelle donne)?
- Don Giovanni
Quando parliamo di seduzione, e di seduttori, il primo nome che viene in mente (con buona pace di Mistery e dei suoi epigoni) è quello di Don Giovanni: figura leggendaria se non mitologica, i cui tratti affondano nella realtà, come per ogni mito che si rispetti. Non credo che tutti conoscano con esattezza questo mito; i piu’ sanno che questo strano tipo aveva un grande ascendente sulle donne, che se ne è scopate a migliaia, che le disprezzava assai, e che fa una gran brutta fine.
Quello che non tutti sanno è che Don Giovanni finisce all’inferno non per aver “sedotto” un migliaio abbondante di fanciulle, o per il fatto che non le amasse, che le abbia ingannate, o cose simili. Finisce all’inferno perchè è un personaggio diabolico, un empio, un ateo in un periodo in cui la religione aveva ben altro peso e rilevanza di quella che ha nel secolarizzato mondo odierno.
Nelle varie declinazioni dell’opera, ci sono alcune costanti, alcuni episodi caratterizzanti: ad esempio l’incontro con il mendicante, al quale Don Giovanni darà un luigi d’oro, a patto che questi bestemmi; il colloquio con lo spettro, che lo invita a pentirsi finchè è in tempo; l’episodio finale, in ragione del quale l’opera prenderà anche il nome di “convitato di pietra”, cioè l’invito a cena rivolto alla statua del commendatore ucciso dallo stesso Don Giovanni; e sarà proprio la statua a condurre il nostro all’inferno.
Vi starete indi chiedendo: cosa lega tra loro la seduzione, ed il fatto che Don Giovanni fosse un senza dio, un blasfemo, un libertino nel senso proprio dei libertini seicenteschi?
Le lega il fatto che la seduzione è sempre stata vista come un’arte diabolica; la seduzione è storicamente stata vista come un inganno; Circe seduce Ulisse, ma solo mediante l’uso delle sue arti magiche; le sirene provano ad irretire Ulisse tramite il loro canto, e sempre si tratta di un’artifizio, di una magia. Ulisse ama in realtà Penelope, e nulla gli può far cambiare idea.
Se ci pensate, tale idea è passata, anzi, è stata amplificata dalla cristianità; a partire da Eva che tenta Adamo, è strettissimo il legame tra donna-seduzione-diavolo. Molte culture condividono questo timore verso le strane e misteriose doti femminili, ed hanno spesso tentato di imbrigliarle, di frenarle. La stessa bellezza, uno dei fattori principali della seduttività femminile, è stata nel tempo vista come attributo diabolico.
Ma torniamo al mito di Don Giovanni: come dicevo prima, il tema principale del Don Giovanni non risiede nella rappresentazione di uno sfrenato impulso sessuale; non viene punito in ragione del suo smodato collezionismo erotico, o perchè abusi delle grazie femminili, ma perchè, irridendo la morte (il teschio, la blasfemia, il sepolcro funebre), dimostra di non credere al mistero su cui si fonda il cristianesimo. Egli è di fatto un personaggio che compendia in sè, in forma paradigmatica, una violenta critica alla figura del Cristo, ed ai due temi in cui si articola la buona novella, come annunciata nel nuovo testamento: la morte quale evento temporaneo in attesa del giudizio universale, come testimoniato dal cristo che resuscita; l’amore come agape (qui rimando all’enciclica di Ratzi sul tema, in alternativa http://it.wikipedia.org/wiki/Agape_(sentimento)).
Continua…
Nad84