La costante autocritica

Buonasera ragazzuoli! Oggi vi pongo una domanda che mi sto facendo in questo periodo a cui non ho ancora trovato risposta.

Caratterialmente io sono una persona che continua ad autogiudicarsi a posteriori, rifletto su come mi sono comportato in una determinata situazione e mi chiedo se ho agito bene o male. Questo mi porta molto a riflettere sul mio essere e ho questo spirito interiore di automiglioramento.

Chiariamo, non vorrei fraintendeste. Sono a capo di un gruppo e lavoriamo per organizzare le assemblee della nostra scuola. Poichè le nostre assembleee fanno a volte schifetto, mi sono affibiato l’incarico di presidente perchè volevo cambiare la situazione. Sono un tipo moolto riflessivo, penso a cosa sarebbe meglio fare, considero tutti i punti di vista differenti, sono attento ai feedback esterni e cerco di risolvere determinati problemi anche con polso. A volte però esagero, me ne rendo conto, non perchè me lo dicono gli altri ma perchè mi confronto con il MIO ideale di presidente (me lo sono costruita io questa figura ideale a cui tendo) e non mi ci ritrovo.

Che poi ho notato che gli altri tendono a giudicare il tuo comportamento senza sapere veramente la situazione in cui tu ti trovi, senza vedere il tuo punto di vista, quindi è inutile chiedere loro giudizi su come ti sei comportato e considerare la loro opinione come oggettiva, ma sto divagando…

Mi sto piano piano calibrando. Non è peró che voglio diventare qualcuno che non sono, se io ho un’idea di presidente, ho in mente quello che per me è giusto o sbagliato, ho in mente i miei princìpi, sto solo tendendo a comportarmi come tale, credo che sia l’espressione di essere me stesso.

Estendiamo il concetto anche al generale. Io mi autogiudico a prescindere dagli altri! È diverso dalla solita inadeguatezza causata dall’opinione altrui. Metto in dubbio quasi ogni cosa, e solo dopo averci ragionato un bel po’ arrivo ad avere una mia idea, che difendo ma allo stesso tempo sono aperto a rimettermi in gioco.

La domanda che mi/vi pongo è: è giusto continuare costantemente a mettere sotto giudizio ogni cosa? Ve lo chiedo perchè questo a volte mi limita, tendo all’essere moralista oppure giudico i comportamenti di chi mi sta attorno, in questo modo mi scollego dalla vita reale, dal momento e limito i miei pensieri cazzoni (che ci sono eh, ma vengono fuori nei momenti di tranquillità, quando sono distante da tutto e da tutti. Per come la vedo io dovrei lavoare sul sentirmi di più in contatto con me stesso e con i miei pensieri/emozioni, evitando di razionalizzare troppo.

Ditemi che ne pensate :slight_smile:

Io sto cercando di liberarmi da questa voglia di voler razionalizzare troppo, soprattutto nelle relazioni con le altre persone. Per farti un esempio: pochi giorni fa stavo pensando alle varie ragazze con le quali ho un rapporto e senza pensarci mi sono messo ad analizzare, per ogni ragazza, il comportamento che dovevo adottare : “Con lei devo spingere di più”, “Con questa invece devo fermarmi un pò”. Non c’è bisogno di dirti che alla fine il risultato è stato disastroso, praticamente non ho combinato nulla con nessuna; per cui adesso mi sto impegnando a non pensare nè prima di agire nè mentre agisco;magari, la sera, ripensando a cosa ho fatto durante la giornata, dedico 5 minuti precisi ad individuare gli errori più grossolani, poi mando tutto al diavolo e dormo. Per adesso funziona benissimo :slight_smile:



Alla fine ho capito che analizzare troppo la realtà ti porta fuori pista e fuori dal momento e di conseguenza ti fa perdere un sacco di occasioni per divertirti :).

Certo è che la vita ti offre anche tante occasioni per riflettere ed è stupido non cosiderarle a prescindere perchè anche questi spunti di riflessioni ti fanno crescere. In conclusione se vuoi riflettere, fallo quando sei da solo, non quando sei fuori a divertirti :slight_smile:

Non è che razionalizzo nel mentre delle interazioni con gli altri, è che lo faccio poi e analizzo psicologicamente i comportamenti degli altri, i loro difetti e i loro pregi. Poi però senza volerlo mi porto ad agire di conseguenza con loro… trovo fatica ad assecondare ogni comportamento altrui che non va bene, trovo fatica a mettere tutto sul lato scherzoso. Per quest’ultimo, devo sorridere di più, perchè è vero che a livello di pensiero mi distinguo dai miei coetanei, nel senso che è più maturo di loro sotto certi punti di vista (l’ha detto una psicologa, quindi datemene atto :slight_smile: ), ma il mio desiderio di svegliare gli altri dalle loro seghe mentali o comportamenti poco corretti, farli capire ciò che seducere ha fatto capire a me, finisce per farmi diventare selettivo e quindi, non sorridendo appunto quando dico loro un qualcosa, percepiscono, male ma si percepisce così, un senso di odio che non ho.

@MDL 17558 wrote:

Per come la vedo io dovrei lavoare sul sentirmi di più in contatto con me stesso e con i miei pensieri/emozioni




ti sei risposto da solo

si ma vedi buon fennec, se non razionalizzo un po’, divento quasi acido o mi chiudo in me stesso. Anche qui credo di sapere la risposta che si chiama Madre Esperienza e lasciare fluire i pensieri e le emozioni.

Però ora mi sorge una domanda sull’autoaccettazione: se io stesso ho delle caratteristiche che non mi garbano del mio essere, determinati comportamenti che IO stesso non ritrovo conformi ai miei ideali, come faccio ad accettarli? Non ha senso accettare un qualcosa che non è una vera espressione di me stesso e non so tralaltro come rendere i miei comportamenti congruenti ai miei principi. Credo di essere arrivato al vero succo del discorso, ho una mente complessa quindi se non cpite qualcosa ditemelo :slight_smile:

il fatto che tu dica che dei lati del tuo carattere non coincidono con i tuoi ideali



è un’ulteriore prova che sei disconnesso da te stesso: ti sei costruito dei valori fittizi ed estranei alla tua natura.



non possiamo cambiare la nostra essenza… chiunque tenti di essere qualcosa di diverso da quello che



è nato per essere, è destinato all’insoddisfazione e alla malattia

Quindi secondo te se si vuole vivere felici non si può essere chi si vuole, solo se stessi. No so sinceramente quanto possa essere giusto. È come dire che la mia personalità e il mio carattere si sono già formati, in base alle esperienze che ho fatto e che tanto è inutile voler cambiare atteggiamento se voglio vivere felice. Se io sono, mettiamo caso, arrogante di natura , non mi è conveniente rispondere sempre male a tutti, quindi anzichè restare così come sono ed essere congruente col mio carattere per principio in ogni situazione mi conviene cambiare per volgere la situazione a mio favore. Se vado ad un meeting importante e rispondo male a tutti perchè sono così credi che io faccia bella figura?

Inoltre io credo che nella fase adolescenziale che sto vivendo, sebbene sia già uscito dalla fase “il mondo è contro di me” e sia diventato di nuovo gentile e affabile com un tempo, ci sono dei comportamenti che mostro che sono solo temporanei. Se sono sotto pressione divento iperreattivo (intendo che mi faccio prendere dall’emozione del momento), in altri casi, in cui sono calmo e tranquillo, mi comporto secondo mia natura. Quindi ci sono comportamenti che sono temporanei e che non sono acquisiti e radicati nel mio essere. E poi, come trovare veramente la propria essenza, conoscere veramente se stessi?

@MDL 17567 wrote:

E poi, come trovare veramente la propria essenza, conoscere veramente se stessi?




la domanda da cento milioni:)…



il problema è che ti preoccupi di “fare bella figura”, di piacere agli altri, di “assumere comportamenti convenienti”…



l’unica cosa realmente conveniente è esprimere quello che si ha dentro…



l’argomento è ampio e complessose, ma fondamentalmente:



se nasci stronzo, DEVI essere stronzo

Purtroppo ancora sono legato al giudizio esterno, sebbene sia cambiato rispetto ad una volta sono ancora legato in qualche modo poco evidente al giudizio altrui.

Tuttavia l’assumere comportamenti convenienti è perchè m riferisco ad una mia etica personale, ho deciso cosa per me è giusto ho sbagliato. Le mie decisioni sono basate sui valori trasmessi dai miei genitori con un tocco personale, ci sono cose su cui sono d’accordo con loro, altre no.

Il problema giunge se questa mia etica limita il mio essere, i miei veri comportamenti, allora qui entro in un paradosso:quale seguire?

Forse può essere che le due cose coincidano dopotutto, che ciò che voglio è l’espressione di ciò che sono.

Quindi da quanto ho capito, devo riconnettermi di più con me stesso, solo così, nel bivio, sceglierò essere me stesso

A parte che secondo me sono tutte pippe mentali ma legittime del resto, tutti ci siamo passati. Secondo me quello che dice fennec è totalmente giusto, ma non tiene conto del fatto che il tuo io è in continuo cambiamento in base alle esperienze che fai e anche all’educazione che hai ricevuto. Se sei nato da una famiglia di delinquenti che se uno passa avanti tuo padre alla fila del supermercato lo prende e lo sgozza con un coltello che aveva nello scarpone, tu avrai l’esempio di uomo che per farsi rispettare si incazza come un animale e uccide per un niente. Il tuo carattere si formerà in base a quello, ma non sei nato così, hai avuto quell’insegnamento e ti comporti in quel modo, se fossi nato in un’altra famiglia avresti avuto altri ideali, e comunque non si è condannati a rimanere in eterno con una formazione sbagliata. Allora a questo punto sta a te notare quello che non ti piace del tuo carattere e impegnarti per migliorarlo. Ad esempio, non ti piace di te il fatto che sei suscettibile e irascibile, non ti si può dire niente che ti incazzi?? Bene, accetta questo aspetto del tuo carattere, non te ne vergognare o abbattere se hai questo difetto e inizia a lavorarci su, pensando che non c’è motivo di incazzarsi e di fare cattivo sangue, rispondi garbatamente e in maniera tranquilla pensando che sicuramente così avrai più risultati e ci guadagnerai anche in salute. Naturalmente le prime volte farai pizza, però inizierai a fare tuoi questi comportamenti essendo una persona nuova, infondo è questo che fa il miglioramento personale, trasforma mezzi uomini in uomini con i coglioni facendogli fare una serie di azioni che lo mettono a disagio perché non fanno parte del suo carattere, che piano piano vengono assorbite dal suo essere. Infondo tutto si impara, sei nato che non sapevi camminare, piano piano prima sforzandoti, poi un po’ meno, hai fatto tuo questo comportamento e adesso è completamente naturale e lo fai senza sforzarti, e così succede per qualsiasi cosa. Sarà che sono un patito di Freud e compagni, ma io la penso così :slight_smile: non me ne voglia fennec, comunque sia lo amo lo stesso xD

Credo che il giudicare e riflettere sia una fase iniziale compulsiva ma necessaria se stai uscendo da vecchie abitudini e hai intenzione di costruire una personalità fondata su nuovi principi: in pratica, stai piazzando i paletti che delimitano la tua etica.

Detto questo, le situazioni che ti troverai ad analizzare si ripeteranno e giungendo a delle prime conclusioni coerenti con quello che senti di esser e vuoi essere, ti ritroverai in futuro ad affrontare sempre meglio le situazioni che ad oggi ti danno più problemi di comprensione: giusto o sbagliato, bello o brutto, fa per te o meno diventerà una scelta inconsciamente automatica. Ma col tempo.



Scegli chi essere quindi, rispettando cosa sei. Perché non si tratta di cambiare te stesso, ma di convogliare in maniera differente le tue qualità.

Sei arrogante ma sai bene che è inappropriato esserlo ad un meeting per come VUOI essere tu? Trasforma la tua arroganza in polso e determinazione, raggiungendo obiettivi e sfondando stupidi ostacoli davanti ai quali il tuo vecchio io si sarebbe scaldato senza risolvere nulla.



Inizialmente determina il tuo campo di gioco, i limiti della tua etica. Col tempo sarà per te automatico riconoscerti in uno spazio etico dettato dal tuo volere. E con la nascita di nuovi principi, modella te stesso (che non significa andare contro la tua natura, ripeto, ma EDUCARLA) diventando ciò che senti di voler essere. Se te lo senti dentro, non stai cambiando niente, stai facendo emergere la tua natura adattandoti al tuo nuovo io, in quel momento ed in quello spazio.



Ed evolversi è una costante dell’essere che sopravvive. Non sopravvive il più forte o il più intelligente, ma colui che si adatta in relazione al suo ambiente.

@Reb 17584 wrote:

A parte che secondo me sono tutte pippe mentali ma legittime del resto, tutti ci siamo passati. Secondo me quello che dice fennec è totalmente giusto, ma non tiene conto del fatto che il tuo io è in continuo cambiamento in base alle esperienze che fai e anche all’educazione che hai ricevuto. Se sei nato da una famiglia di delinquenti che se uno passa avanti tuo padre alla fila del supermercato lo prende e lo sgozza con un coltello che aveva nello scarpone, tu avrai l’esempio di uomo che per farsi rispettare si incazza come un animale e uccide per un niente. Il tuo carattere si formerà in base a quello, ma non sei nato così, hai avuto quell’insegnamento e ti comporti in quel modo, se fossi nato in un’altra famiglia avresti avuto altri ideali, e comunque non si è condannati a rimanere in eterno con una formazione sbagliata. Allora a questo punto sta a te notare quello che non ti piace del tuo carattere e impegnarti per migliorarlo. Ad esempio, non ti piace di te il fatto che sei suscettibile e irascibile, non ti si può dire niente che ti incazzi?? Bene, accetta questo aspetto del tuo carattere, non te ne vergognare o abbattere se hai questo difetto e inizia a lavorarci su, pensando che non c’è motivo di incazzarsi e di fare cattivo sangue, rispondi garbatamente e in maniera tranquilla pensando che sicuramente così avrai più risultati e ci guadagnerai anche in salute. Naturalmente le prime volte farai pizza, però inizierai a fare tuoi questi comportamenti essendo una persona nuova, infondo è questo che fa il miglioramento personale, trasforma mezzi uomini in uomini con i coglioni facendogli fare una serie di azioni che lo mettono a disagio perché non fanno parte del suo carattere, che piano piano vengono assorbite dal suo essere. Infondo tutto si impara, sei nato che non sapevi camminare, piano piano prima sforzandoti, poi un po’ meno, hai fatto tuo questo comportamento e adesso è completamente naturale e lo fai senza sforzarti, e così succede per qualsiasi cosa. Sarà che sono un patito di Freud e compagni, ma io la penso così :slight_smile: non me ne voglia fennec, comunque sia lo amo lo stesso xD




caro reb, hai un pò di confusione…



un conto è l’apprendimento e un conto è l’essenza che ci portiamo dentro fin dalla nascita…



è ovvio che se nasci non sapendo camminare imparerai a camminare, ma questo non significa modificare la propria essenza!!



la personalità NON SI CAMBIA!!!



la personalità NON SI MIGLIORA!!



sono stufo di sentir parlare di sto maledetto miglioramento personale…



noi nasciamo già con tutto dentro, quello che facciamo durante la vita, attraverso le esperienze,



è IMPARARE A CONOSCERE ED ESPRIMERE quello che abbiamo dentro…



dunque se sei arrogante e non ti piace esserlo, puoi fare due cose:



cercare di essere più comprensivo e meno arrogante



(strada che porta all’insoddisfazione e alla malattia, perchè stai andando contro la tua natura)



oppure imparare ad accettarti e piacerti per come sei, assumendo un atteggiamento del tipo:



“si lo so, sono un pò stronzo, portate pazienza, sopportatemi io sono questo, ma forse è questo che mi rende irresistibile:)”…

Caro fennec mi hai illuminato, ora tutto torna.

Il fatto è che ho dei principi che seguirei per mia natura se non fosse per l’opinione altrui, ecco perchè nella calma e tranquillità, quando sono lontano dal loro giudizio, mi rendo conto di essermi comportato in modo sbagliato: perchè non ho fatto ciò che sentivo!

I miei principi poi, li sento miei, non sono un qualcosa che non mi appartiene, anzi, sono il frutto della mia scelta! Se non li seguo, mi sento triste.

Per quanto riguarda l’autoaccettazione, finalmente ho capito il concetto,e lo approvo al 100%. Non riuscivo a capire come si potesse vantarsi di un qualcosa che non ci piace di noi stessi. Invece se mi auto accetto, vuol dire che non approvo magari determinati comportamenti ma li seguo comunque, con rassegnazione e autocritica. Non voglio cambiare per non essere infelice, anzi, mantengo il mio essere per essere felice, se qualcuno borbotta su come mi comporto mi giustifico dicendo che sono così di natura, che poi è la pura verità, quindi non si tratta di trovare scuse fasulle.

Madonna, roba potente mio nuovo Zio! Ti liberi di un sacco di peso inutile!!! :smiley:

Si prospetta una lunga strada quella del liberarsi del giudizio altrui, tu ci sei riuscito? Immagino che andare a conoscere nuove persone sia la soluzione, un gioco divertente. :slight_smile:

Grazie!



Ah giusto per chiarire, non sono mica arrogante io, quella del meeting era solo un’ipotesi così tanto per… :slight_smile:



Ho notato poi una cosa ultimamente: visto che sto cominciando a vedermi veramente per come sono, cioè un gran figo :D, le ragazze hanno cominciato a ruotarmi attorno, quelle volte in cui non pensavo di voler piacere, solo di conoscere, volevo solo parlare, non avevo missioni personali o chissacchè. Poi diciamolo, sono un coglione perchè non concludo ma questi sono altri dettagli xD fatto sta che conosco sempre più ragazze, e di solito sono moolto carine. Non ho approfondito abbastanza la conoscenza per poter giudicare come sono di carattere però credo di essere uno che piace, almeno esteticamente, poi se mi conoscono veramente anche caratterialmente si innamorano subito di me xD, il problema è appunto mostrare come sono veramente!

troppo spesso si confonde la personalità con l’atteggiamento



un esempio



un ragazzo timido può atteggiarsi a chiuso, oppure a riservato, oppure ancora a misterioso



capite la differenza che può esserci a livello seduttivo?



il punto non è non essere timidi, il punto è canalizzare la timidezza nel modo che ci è più utile e che ci fa stare meglio



stessa cosa con tutti i tratti della nostra personalità, il fatto che diventino pregi o difetti dipende molto da ciò

Raga che vi devo dire, sarà che ognuno ha il proprio modo di vedere la questione, io sto parlando per esperienza personale, io ho notato che da quando lavoro per ridurre i miei difetti sto molto più in pace con me stesso e con il mondo, ho molti più risultati e accettando quello che odiavo di me e muovendo il culo per ridurre un atteggiamento sono uscito da una grandissima depressione e sono una persona nuova. Forse sono due modi di vedere le cose e vanno bene tutte e due, dipende da come le fai, non saprei dirti. Insomma, sto formando il mio carattere come lo voglio io e sono contento. Poi è ovvio che rimarranno comunque nella tua personalità i tuoi vecchi atteggiamenti, ma secondo me si possono correggere, ovvio, innanzitutto accettarsi :slight_smile: magari sto sbagliando o magari stiamo dicendo la stessa cosa senza capirci xD

Anche se è vero che dovrei calmarmi un poco, non cercare a tutti i costi la perfezione, sbagliare di più, però secondo me è sempre bello avere degli standard

MDL volevo solo aggiungere che il fatto che sei molto auto-riflessivo probabilmente fà parte della tua personalità e se è questa che bisogna tirare fuori fai bene a continuare.

l’unica cosa che ti consiglio e di accettare un pò di più il fatto che non tutte le cose possono andare sempre secondo le tue aspettive (o secondo le aspettative altrui sul tuo conto). fare il tuo si, ma evitando, magari, di essere troppo legato emozionalmente al risultato.

ci sono troppi parametri in gioco per poter essere sempre sicuri di quello che bisogna fare perchè le cose vadano al meglio.

tantovale perciò, secondo me, fare quello che uno sente in ogni determinata situazione, senza calcolare troppo, esattamente in modo realtivo a come ti comporti nei momenti in cui ti senti tranquillo che spiegavi prima.

Ecco il buon spidey ha ben detto quello che volevo dire io, crearsi degli standard, avere delle aspettative, ma restare più tranquilli se le cose non vanno come vorresti (cosa su cui devo lavorare io)

@fennec 17590 wrote:





la personalità NON SI CAMBIA!!!



la personalità NON SI MIGLIORA!!



sono stufo di sentir parlare di sto maledetto miglioramento personale…



noi nasciamo già con tutto dentro, quello che facciamo durante la vita, attraverso le esperienze,



è IMPARARE A CONOSCERE ED ESPRIMERE quello che abbiamo dentro…



dunque se sei arrogante e non ti piace esserlo, puoi fare due cose:



cercare di essere più comprensivo e meno arrogante



(strada che porta all’insoddisfazione e alla malattia, perchè stai andando contro la tua natura)



oppure imparare ad accettarti e piacerti per come sei, assumendo un atteggiamento del tipo:



“si lo so, sono un pò stronzo, portate pazienza, sopportatemi io sono questo, ma forse è questo che mi rende irresistibile:)”…




A me la tua teoria sul “NON miglioramento personale” non mi convince per niente.

Immaginati se un ragazzo timido (e ce ne sono parecchi) cercasse di conoscere una ragazza, essendo timido avrebbe l’alibi di dire “eh ma io sono timido non ci riesco”, nel momento che fa questo ragionamento lui non conosce la ragazza.



Io non penso che una persona così possa mai conoscere una ragazza, lo sai meglio di me che una donna non farà mai il primo passo.

Tu dici "eh beh cosa se ne fa della ragazza…deve stare bene nella sua timidezza…"



In questo caso, non sarebbe ugualmente frustrato pur essendo timido di natura? :slight_smile:

(Natura dell’uomo = fecondare tante donne)



Ti devo raccontare questa:

Poco tempo fa due ragazze mi hanno invitato a ballare in discoteca e ho pensato bene di invitare anche un mio amico.

Lui mi dice sempre che vorrebbe uscire di piu’ e conoscere delle donne, io gli ho offerto la possibilità.

Sai che mi ha risposto?

Mi ha detto che preferiva stare in casa perchè era schiavo dell’abitudine.

Mi sono incazzato un po’ poi l’ho lasciato perdere.







L’unico suo modo per conoscere una donna in quel fottuto caso è cominciare a cambiare, come dicono gli zii “se vuoi raggiungere un risultato devi soffermarti sul cambiamento e non sui risultati”, hanno ragione, se fai la stessa cosa migliaia di volte non cambierà mai un cazzo.



Non fare di tutta l’erba un fascio che già tornando in sto forum e leggendo gli ultimi commenti si sta deviando verso l’inferno…



Poi quello di esprimere te stesso condivido… :slight_smile:

Già condivido :slight_smile: dipende da quali sono i comportamenti, se sono passabili accettandoli stai bene con te stesso, ma se sono antisociali o non civili qualcosa da aggiustare secondo me ci deve stare. Anche se non ho capito la questione dell’inferno xD

io sono sempre dell’idea che accettando i propri difetti, e magari riproponendoli con un po’ di autoironia impari a stare in pace con te stesso, e con gli altri, ed a un certo punto ti accorgi che questo diventa un tuo punto di forza, ti da carattere, ti rende sexy. E smette di essere un disagio sociale.



Non c’è niente di più bello ed autentico, secondo me, di una persona che sa gestire i suoi difetti come lati del suo carattere, purchè facciano parte di sè stesso.

Poi, se si vuole cambiare qualcosa di sè si è liberi di farla, purchè questo venga dal proprio io, e purchè il fine sia esprimere ciò che siamo davvero, ciò che vogliamo…non “migliorare” qualcosa solo perchè l’uomo del monte ha detto che è “sbagliato”